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Chi è Jim Holland?

Ruvido all’apparenza ma cordiale e simpaticamente guascone una volta rotto il ghiaccio, Jim Holland ci accoglie nel suo remoto casale di campagna adibito a studio, raccontando i suoi esordi professionali e soffermandosi in particolare sulla sua creatura di carta più famosa: la perfida e bellissima castellana Lady Cruel, realizzata e pubblicata negli anni della sua gioventù.

Oggi che è uno scatenato settantenne, Jim Holland torna alla ribalta per rendere omaggio a Lady Cruel, un personaggio rimasto nel cuore di migliaia di appassionati del genere da oltre 40 anni.
lady cruel e jim holland

Mr Holland, quando ha cominciato a disegnare e a muovere i primi passi in ambito professionale?

Da che ho memoria ho sempre disegnato, è una passione che mi porto dietro fin da bambino, quando mi divertivo a copiare gli splendidi soldatini dell’epoca, che mio padre mi regalava a costo di non pochi sacrifici. Dopo avere frequentato Brera e l'Accademia del Design, intorno ai vent’anni ho cominciato a muovermi nel campo dei fumetti, prima come inchiostratore e poi come disegnatore. Ricordo che già nei primi anni settanta ho avuto la fortuna di conoscere e collaborare con diversi disegnatori che avrebbero fatto la storia, oggi universalmente riconosciuti come maestri del fumetto.

Come nasce il personaggio di Lady Cruel?

Sulla scia del successo del fumetto erotico inaugurato alla fine degli anni sessanta, sono stato chiamato dalla Casa Editrice Sole per creare la protagonista sadica e crudele di quello che definirei un fumettaccio nero. Io non sapevo neanche da che parte cominciare, però mi sono documentato e prendendo spunto dai maestri del tempo, ho realizzato graficamente Lady Cruel ambientandone le avventure in un castello del nord Europa. Sul nome non ho dovuto certo sforzarmi: Lady Cruel mi è sorto immediatamente spontaneo e anche all’Editore è piaciuto subito.

Lei si occupava anche della trama e dei testi?

Per quanto riguarda le storie, l’Editore forniva un input iniziale ma poi non era semplice sviluppare una trama sensata e articolata in poche tavole. Oltretutto l’interesse dei lettori non era certo focalizzato su questo aspetto: per gli argomenti trattati, Lady Cruel è stato un fumetto abbastanza innovativo, molto spinto per la cultura di quegli anni. Però ho sempre cercato di non superare certi limiti, di non scadere nello splatter, nella violenza gratuita. In effetti, i personaggi che ruotano intorno alla protagonista subiscono mille torture senza versare una goccia di sangue. Oggi come oggi, questi fumetti verrebbero considerati all’acqua di rose. D’altronde, non per niente sono trascorsi più di 40 anni.

Quando è stato pubblicato esattamente Lady Cruel e dove è stato distribuito?

Credo di avere realizzato 8 episodi di Lady Cruel, pubblicati in Italia tra il 1976 e il 1978, prima in formato tascabile poi in formato A4. Successivamente sono uscite anche delle ristampe contenute su altre testate. Mi risulta che i diritti siano stati acquistati per distribuire il fumetto anche in Olanda, Francia, Germania e forse in altri paesi europei. Ma non mi occupavo in prima persona degli aspetti commerciali: ero giovane e ingenuo, i tempi per realizzare le tavole erano sempre stringenti, i ritmi serrati, quindi pensavo solo a disegnare e non certo ai diritti d’autore.

Dopo Lady Cruel si sono perse le sue tracce:  ha quindi abbandonato il mondo del fumetto una volta terminata questa esperienza?

In realtà ho lavorato per altre case editrici, realizzando tavole e copertine di alcuni fumetti neri, non ricordo neanche più i nomi dei personaggi perché ne esistevano una miriade in quel periodo. Successivamente, ho ricevuto proposte più qualificanti dalla Fabbri Editori e dalla Mondadori, poi ho collaborato con diversi studi grafici e mi sono dedicato molto all’illustrazione: per la Titanus, storica casa cinematografica, ho realizzato i manifesti di moltissimi film. Quando sono stato chiamato all’Imperial Studio di Roma, oltre agli story board delle pellicole cinematografiche, ho partecipato alla creazione di numerosi modelli di astronave, che venivano utilizzati sul set dei film. Allora i computer non c’erano, si usavano creatività e fantasia per ottenere gli effetti desiderati, lavorando oltretutto in economia; nonostante questo, riuscivamo a realizzare anche 3 episodi al giorno delle grandi produzioni americane… roba da non credere! In parallelo, mi sono sempre dedicato anche alla pittura, una passione mai trascurata che mi ha portato a esporre in numerose rassegne personali e collettive, al fianco di artisti noti a livello internazionale.

Come è nata la decisione di rimettere mano a Lady Cruel?

Nei primi mesi di quest’anno, nel pieno del ben noto lockdown, spinto un po’ dalla noia e un po’ dalla nostalgia, mi sono messo a cercare su internet i fumetti da me realizzati negli anni 70. Quasi di Lady Cruel non mi ricordavo neanche più, pertanto sono rimasto sbalordito quando mi sono reso conto del numero di fans e dell’interesse che ancora oggi suscita questo diabolico personaggio. Sui forum, tante persone cercano informazioni anche sul mio conto, facendo le ipotesi più strampalate e misteriose sulla mia uscita di scena dal mondo dei fumetti. Insomma, quello che ho sempre considerato semplicemente uno dei tanti fumettacci dell’epoca, nel corso degli anni è diventato una icona nel settore dei fumetti erotici. Nei confronti di Lady Cruel mi sento anche un po’ in debito: mi ha dato una certa notorietà negli anni più belli della mia vita, ora mi sembra giusto renderle omaggio cercando di farla conoscere a un pubblico nuovo, dandole sicuramente un taglio più moderno e curando maggiormente le trame.

Immagino che tutto questo le abbia dato molto entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco.

Beh, devo dire che l’entusiasmo a me non manca mai! E neppure la voglia e il coraggio di mettersi in gioco, a venti come a settant’anni. Ma soprattutto sono curioso di vedere come verranno accolti dai lettori i nuovi episodi di una serie considerata conclusa quasi mezzo secolo fa. Ho capito che sarebbe stato un peccato non cogliere l’occasione di ridare vita a un personaggio così apprezzato a distanza di tempo, nonostante non sia un personaggio positivo: Lady Cruel è perfida, gode del dolore procurato al prossimo, ma forse è anche a questo che deve il suo successo. Anche nel cinema capita di restare maggiormente attratti e affascinati dagli antagonisti che dal protagonista senza macchia e senza paura. Sarà che in fondo nessuno è perfetto, quindi viene spontaneo immedesimarsi o tifare apertamente per i cattivi. Penso anche ai film di animazione disneyani: per esempio, a me Biancaneve non procura alcuna emozione, invece la matrigna cattiva me la farei!!! (NdR: Jim ride di gusto della propria battuta)

Quando vedranno la luce le nuove avventure di Lady Cruel? E dove si potranno trovare?

Sto lavorando esclusivamente su questo progetto da parecchi mesi: i primi due episodi di 30 pagine, in bianco e nero per dare continuità alla serie, sono praticamente pronti e dovrebbero essere disponibili in digitale sullo store Amazon nell'autunno 2020. Ho in cantiere anche il terzo episodio, che penso di portare a termine entro questo Natale. Dal 2021, il mio programma a medio/lungo termine prevede la creazione di 6 episodi all’anno. Anche a livello di merchandising ho in testa molte idee, che in futuro potrebbero concretizzarsi e diventare gradite sorprese per i lettori più affezionati. Però è ancora presto per parlarne, appena avrò maggiori dettagli non mancherò di pubblicarli su questo sito.

Bene Mr Holland, grazie davvero per averci concesso questa lunga intervista. Le auguriamo buon lavoro e un sincero in bocca al lupo per il futuro!


P.S. Cavolo, sto già entrando in auto quando mi rendo conto di non avere chiesto la cosa che più mi incuriosisce: Jim Holland è il vero nome del creatore di Lady Cruel o si tratta di un nome d'arte? E se così fosse, chi si cela dietro questo pseudonimo anglofono? Torno indietro, mi attacco al citofono, suono più volte ma nessuno risponde. Insisto, vedo stagliarsi l'ombra di Jim dietro le tende dello studio ma non si decide a rispondere... evidentemente l'intervista l'ha stancato, dopotutto non è più uno sbarbato. Evabeh, pazienza, sarà per la prossima volta! Torno in auto, ingrano la prima e come faccio sempre, butto sul sedile di fianco il cellulare e il portafo... hey, un momento, dove ho messo il portafoglio?!?

(02 agosto 2020, piccolo paese sperduto nella campagna del nord Italia)
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